Zocalos

Sono tornato da poco da un viaggio in Guatemala e Messico.

Povertà, certo. Non vorremmo mai essere come loro.

Ma c’è qualcosa che abbiamo da invidiare a questi popoli, qualcosa che c’era qua da noi fino a qualche decennio fa e che abbiamo perso.

Che abbiamo dimenticato.

Quelli che ho visitato sono luoghi caldi, il cui clima spinge la gente fuori dalle proprie case per le strade e le piazze.

Così ho scoperto paesini nei quali vivono quei bambini che ti chiedono disperatamente la carità con strade pavimentate e piazze arredate, spazi pubblici dove il verde è curato alla perfezione.

Non è un inutile capriccio.

Istintivamente queste persone hanno capito ciò che noi, nella nostra superiore razionalità, non siamo in grado di intendere.

E cioè che il benessere psicologico di una comunità ha un’importanza per lo meno uguale (nel loro caso superiore) a quella che riveste il benessere fisico.

Perchè la vecchia vedova sdentata riacquista forze parlando dei suoi mali all’ombra di una palma nello zocalo.

E il bambino orfano dimentica in parte la sua tristezza giocando con gli altri bambini nel parque central, luogo di ritrovo gioioso e rassicurante, cuore pulsante della comunità, che attraverso di esso si mantiene giovane e vivace.

Dalle nostre parti si fa un gran parlare di “spazi di aggregazione sociale”. E’ un’espressione molto in voga tra urbanisti e politici, che ne abusano spesso senza sapere di cosa parlano.

Non basta destinare un’area a “spazio pubblico”, pavimentandola con una spianata di betonelle, per trasformarlo in un centro di aggregazione.

Nessuno avrà voglia di spendere il proprio tempo libero macinando metri di mattonelle più o meno cementocomposite o fintamente anticate.

Un luogo piacevole nel quale sostare è un luogo dove ritrovare il ristoro dell’ombra e di una panchina, l’intimità di uno spazio definito del quale appropriarci, la piacevole e armoniosa irregolarità della natura, in qualunque sua forma, la frescura dell’acqua.

L’uomo ha fondato tutti i suoi paesi e le sue città inizialmente lungo corsi d’acqua.

L’acqua in qualsiasi momento dona a chiunque un certo sollievo, una sensazione di freschezza e di vita, ma in qualche modo anche una sensazione di familiarità. L’acqua è nel nostro DNA per tutto ciò che ha significato per l’uomo nel corso della sua storia millenaria.

Quando parlo di queste cose mi sento spesso rispondere che ormai i tempi sono cambiati, che la gente si è impigrita e non uscirebbe più di casa in ogni caso.

Io sono convinto che non sia così.

Certo, in questi decenni abbiamo trasformato gli spazi pubblici fatti per le persone in spazi pubblici fatti unicamente per le automobili.

La gente si è lentamente ritirata da dove è stata cacciata con la forza.

Ma mi capita ancora spesso di vedere vecchi seduti sulle sedie fuori dalle porte di casa e dai bar, sui marciapiedi, passare le ore guardando le macchine che passano.

Mi capita di vedere bambini che giocano nelle strade e compagnie di amici che si danno appuntamento nei parcheggi per poi decidere dove andare.

E poi mi sembra di percepire in alcune fasce sociali un sentimento che in quei paesi in Guatemala e in Messico, nella loro indigenza, era sconosciuto: la solitudine.

La solitudine delle proprie quattro mura.

Staticamente perfette, con il giusto tasso di umidità e la temperatura a diciotto gradi 365 giorni l’anno.  Contenenti tutti i mobili e gli elettrodomestici necessari.

La gente tornerebbe fuori casa se le amministrazioni restituissero loro spazi piacevoli dove stare. Non in inverno certo. Ma nelle altre stagioni si, ne sono convinto.

Gradualmente, i bambini e gli anziani, e nei festivi anche gli altri.

In ogni caso provarci costerebbe poco e gli amministratori saprebbero di aver assolto ad uno dei loro doveri più importanti: riparare il torto fatto negli ultimi decenni ai suoi concittadini, quello di averli privati delle loro città.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Manuel Gazzola

settembre 2002

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...