400 nuove città in Cina

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Entro il 2020 verranno costruite in Cina 400 nuove città.

Da ciò che ci racconta Stuart Beekmeyer in “La Cina senza il cibo dei venditori ambulanti è come New York senza gli hot dog in strada” tutto sta accadendo molto velocemente.

E per questo motivo le autorità cinesi si stanno affidando ad un modello di pianificazione “internazionale”, o “occidentale”, che quelle città le guarda in modo pressochè omogeneo nel pianeta “dall’alto”, dimenticando  il dettaglio delle differenze che ha ogni luogo da un altro.

Così, in questo caso, rischia di sparire la vita di strada cittadina, per lo stesso identico errore compiuto da noi nel dopoguerra.

Oggi in Cina quasiasi spazio pubblico può essere facilmente trasformato in uno spazio personale, da parte di chiunque se ne appropri.

Ad esempio un qualsiasi venditore ambulante che sistema la sua mercanzia in un qualsiasi spazio pubblico disegna per terra un confine personale che individua uno spazio commerciale.   E quando questi se ne va quello stesso pezzetto di spazio pubblico si trasforma in qualcos’altro, modificando continuamente la funzione e anche l’aspetto di qualsiasi strada.

Tutto questo avviene in luoghi adatti perchè questo possa avvenire.   Come il mercato alle 2 del mattino sotto un ponte di Hangzhou, che il nostro Stuart descrive come un luogo vibrante, fatto di vita vera e propria in cui la gente che lo abita si siede, cammina e mangia.

Questi sono i luoghi che rischiano di non esserci nelle 400 nuove città pronte per il 2020.

Per maggiori informazioni

China Without Hawker Food Is Like New York Without Street Hot Dogs, Landscape Architecture

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Post condiviso da Manuel Gazzola di Corti Urbane