Ma lei chi è scusi?

SILVIO BERLUSCONI ESCE DOPO IL RICOVERO DALL' OSPEDALE SAN RAFFAELE

Avevamo finito di mettere giù i cordoli, per cui la strada aveva assunto il suo assetto definitivo.

Era il momento più delicato, e lo sapevamo, perchè era l’istante in cui i cittadini prendono atto della trasformazione del luogo.   Ed è un istante carico di energia, perchè si scatenano le forze di attrito tra il nuovo, per quanto buono, e il vecchio, per quanto mal funzionante.

Ma quel cattivo funzionamento precedente aveva dalla sua tutto il peso di decenni e decenni di accettazione consolidata, consistente in una delle forze più potenti esistenti in natura: l’abitudine.

Quando siamo costretti a cambiare qualcosa, senza che questo sia stato determinato da una nostra scelta, ci troviamo in balia di una fatica enorme, e soffriamo terribilmente a causa di tutta l’energia che ci viene assorbita da quel cambiamento.

Se poi non siamo stati preparati a quel cambiamento in alcun modo, neppure capendone il motivo, allora le cose peggiorano.

E fu così che ci trovammo in cantiere con la Giunta al completo, a ragionare se quella nuova forma della strada, che ovviamente era stata approvata da quella stessa Giunta qualche mese prima, fosse adeguata, o se si poteva “ammorbidire” quel raggio di curvatura, per consentire una via mediana, una soluzione “di accompagnamento” che certamente peggiorava le condizioni di sicurezza stradale, ma sulla quale certamente, tutto considerato, poteva essere fatta una valutazione.

D’altra parte professionalità significa anche trovare il modo di fare contento il committente, anche peggiorando il risultato finale, a patto di mantenere buoni standard di qualità.

C’era la Giunta al completo, e li conoscevamo tutti, ma c’era anche un altro signore, che non si capiva per quale motivo si trovasse con noi in quel momento, ed assumesse pure un atteggiamento così determinato nel discutere della soluzione.

A me venne spontaneo, ingenuamente, e la prossima volta starò più attento:  “Ma lei chi è scusi?”.

Non l’avessi mai detto.  Da quel giorno quel cantiere divenne – diciamo – “più complesso”.

Perchè quel signore era l’onorevole locale, e il politico di cui sto parlando, che tra l’altro mi resi conto poi di avere visto centinaia di volte nei manifesti elettorali, era uno di quelli che pesavano non poco a livello nazionale.

Opss…