Il Parco dello Sport di Sovizzo

parco-sport-sovizzo-planimetria-progetto

A Sovizzo abbiamo avuto la fortuna di lavorare con Daniele Calasanzio, un assessore ai lavori pubblici molto appassionato di quello che stava facendo, e con il quale ci siamo trovati da subito nella stessa lunghezza d’onda.

E’ stato per questo uno dei casi in cui più facile è stato essere gli interpreti della volontà politica.

E abbiamo potuto da subito concentrarci su contenuti progettuali che sapevamo condivisi.

Calasanzio aveva voluto quel parco pubblico, in un’area che si estendeva in modo “tentacolare” tra una molteplicità di impianti sportivi che su tutte quelle aree di risulta avevano già da tempo messo gli occhi.  Sono convinto che se non ci fosse stato Calasanzio quell’area – come in moltissimi altri casi simili – sarebbe stata “lottizzata” tra le diverse associazioni sportive, e pure infrastrutturata ovviamente sempre e solo con soldi pubblici.

In quel caso ci fu chiesto invece di realizzare un Parco dello Sport.

Un luogo aperto a tutti, e attrattivo, che “contenesse” le strutture sportive.

Oggi il parco è frequentato dai praticanti di diverse discipline sportive e di tutte le età, ma contemporaneamente dai bambini e dalle loro mamme, che raggiungono il parco giochi appena la temperatura lo permette, da gruppi di adolescenti che si trovano nei vari tavoli dell’area pic-nic, e da famiglie, e anziani, che vanno a farsi una passeggiata in un ambito recuperato sul piano naturalistico.

parco-dello-sport-sovizzo2

Sul piano progettuale la sfida era da una parte quella di creare una serie di luoghi, quando avevamo a disposizione appunto solo ritagli di terra, e da quell’altra parte di dare vita a percorsi di distribuzione tra questi spazi che fossero interessanti.

Abbiamo creato una “piazzetta del bagolaro” ottagonale, una “girandola dei noccioli” a spirale, e una “piazza dei carpini” come luogo di raccordo, con tanto di tabelle pantografate in legno.  Il nome crea identità.

parco-dello-sport-sovizzo1

Ed abbiamo lavorato molto con la linea curva, che come ci ha insegnato Hundertwasser è molto più interessante di quella rettilinea, perchè ti regala un continuo cambio di prospettiva.

E poi abbiamo insistito per ricucire l’ingresso di questo parco, che era arretrato dietro un parcheggio, con la strada principale, e con un asse ciclo-pedonale che è stato prolungato in un viale di ingresso, che è stato alberato con 2 filari di “prunus pissardi nigra”, che lasciano risaltare i corpi illuminanti bianchi, leggerissimi.

Quando torniamo a dare un’occhiata a quel parco – perchè dovete sapere che ogni tanto noi progettisti e direttori dei lavori i nostri “figli” li andiamo a trovare, lo facciamo sempre con piacere.

 Manuel Gazzola

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...