Via Gramsci a Mirano e il centro commerciale naturale “in linea”

Mirano 2Siamo stati chiamati a redarre quello che si chiama un programma integrato per la costituzione di un centro commerciale naturale, a Mirano.

Il centro commerciale naturale è un modello ancora troppo sconosciuto, e che dovrebbe essere utilizzato invece come uno dei punti fermi di una buona politica territoriale locale.

Da una parte abbiamo programmato le cosiddette azioni immateriali, in collaborazione con la Confcommercio del Miranese e i commercianti della strada in oggetto, tra le quali cito la creazione di marchio d’area, la definizione di un calendario annuale di eventi e spettacoli, l’istituzione di percorsi di shopping e la promozione di una “Gramsci card”, associata ad una campagna “Acquisti premiati”.

Da quell’altra abbiamo indicato la strada per trasformare il sistema di spazi pubblici, che è specificatamente la cosa sulla quale abbiamo la competenza tecnica.

Spesso gli addetti ai lavori tendono ad individuare i centri commerciali naturali nei centri storici.

Certo, quelli sono contesti privilegiati.

Mirano 1

Ma le aree commerciali non sono solo in centro storico.  E gli altri? Sono destinati a soccombere sotto i colpi della concorrenza dei grandi centri commerciali indoor?

Teniamo presente che un’area commerciale è un’area aggregativa, un polo di riferimento per una fetta di territorio urbano e quindi di cittadinanza residente. Se non vogliamo che larghissime parti delle nostre città restino, o si trasformino, in dormitori, allora quella strada commerciale “di quartiere” deve essere riqualificata.

Racconto qui in pochi punti come abbiamo ragionato nel caso di via Gramsci, e come secondo noi dovrebbe essere affrontato in generale il tema di un centro commerciale “in linea”, e cioè su una strada rettilinea affiancata sui 2 lati da stecche di edifici destinati al piano terra ad esercizi pubblici.

  1. La sosta non si tocca. Per i commercianti è come l’ossigeno, per cui guai a diminuire il numero di stalli; piuttosto si può pensare di spostarne alcuni, dall’asse principale ai primi tratti delle traverse.
  2. Lavoriamo sui 2 poli alle estremità del viale: bisogna potere “entrare” ed “uscire” dal centro commerciale naturale; questo non serve solo a creare identità all’area, ma anche a costruire le necessarie condizioni di sicurezza; chi entrerà percepirà di trovarsi in un luogo con regole della circolazione diverse da quelle esterne, e si adeguerà.
  3. Recuperiamo spazio. Come possiamo farlo? C’è solo un modo: eliminare una corsia. Senso unico? Non necessariamente, anzi, non auspicabilmente. Se non ci troviamo di fronte ad una strada di traffico possiamo tranquillamente impostare un senso alternato, prevedendo ampie ed adeguate zone di scambio. E’ il caso in cui riesco ad ottenere la massima moderazione del traffico. Lo spazio recuperato verrà dedicato preferibilmente a plateatici di bar, ristoranti e locali vari, perchè io ho bisogno anzitutto di portare la gente in strada per restituire la sensazione di un luogo vitale. Alternerò questi spazi recuperati sui due fronti stradali, perchè è così che la strada di accesso resterà “imbrigliata” all’interno di unico sistema di spazi organico, che consentirà l’attraversamento del pedone in modo continuo, senza bisogno di attraversamenti.

Disegnamo gli spazi per disegnare i comportamenti.

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