Il piano per il centro storico di Soave. Insieme a Paola Spivach

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Soave, ormai diversi anni fa, è stata una delle nostre prime palestre. Abbiamo lavorato insieme su un piano della mobilità sul centro storico e sugli assi di accesso a quel centro storico. E poi abbiamo approfondito fino all’esecutivo uno di questi assi (ma ne parleremo un’altra volta).

È stata un’esperienza molto importante, anzitutto perché ci ha fatto conoscere Paola Spivach, una collega che stimo molto.

Paola è un’ italiana che ormai vive e lavora in Inghilterra e precisamente a Bristol, in collaborazione con Ben Hamilton Bailly, uno dei massimi riferimenti mondiali nell’ambito della moderazione del traffico e della riqualificazione urbana. Essendo morto nel 2008 Hans Monderman resta oggi forse il primo alfiere dello share space.

Conoscevamo già il modello dello spazio condiviso, avendolo già studiato da autodidatti – perché nel nostro settore purtroppo non esisteva e credo non esista in Italia oggi un master presso il quale formarsi -.

Lo conoscevamo già dunque, ma lavorando insieme Paola ci fece capire in quanti modi era possibile declinare quel concetto.

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E poi ci spiegò un’altra cosa: e cioè che per realizzare le opere pubbliche che avevamo in mente noi era molto utile proporre un piano unitario alle amministrazioni comunali che sarebbero state capaci di vedere i benefici di quello che proponevamo da più vicino e raccontarli ai loro concittadini.

E’ così che da progettisti e direttore dei lavori siamo diventati anche pianificatori; e devo dire che senza Paola non so quando ci saremmo arrivati.

Grazie Paola!

Manuel Gazzola