Arrivano i navigatori per i ciclisti urbani. Bikedistrict Milano

The bike empire is ready to strike… MilanoX ha intervistato le tre ciclomenti dietro BikeDistrict, il primo navigatore online per muoversi in bici senza dipendere dai percorsi degli autosauri. Pavè? Ciottolati? Piste Ciclabili? La ciclofficina più vicina? Le strade meno trafficate dalle auto? BikeDistrict ti dice questo ed altro (e prossimamente, ci stiamo lavorando, anche come andare in biga agli eventi suggeriti da MilanoX in una super combo semana+bikedistrict).
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Partiamo dai fondamentali, cos’è BikeDistrict e come è nato…
Bike District nasce dal fatto che i suoi ideatori (Marco, Davide e Sebastiano) appartengono alla categoria dei cosiddetti “ciclisti urbani”, ovvero coloro che utilizzano quotidianamente la bicicletta per spostarsi in città.
Nell’estate del 2011, ci siamo trovati davanti ad una birra progettando la serata e abbiamo scelto una destinazione che non è mai stata una meta “classica” del nostro girovagare. Era quindi obbligatorio guardare sulle varie mappe online i vari percorsi dedicati ad auto e pedoni e fare un patchwork per trovare la soluzione più adatta alle nostre esigenze ciclistiche. Abbiamo pensato che sarebbe stato bello potersi evitare sempre questo sbattimento ed avere un navigatore ottimizzato per le biciclette: da quel momento il nostro motto fu “the bike empire is ready to strike“.
Così nasce il BikeDistrict, il primo navigatore online dedicato esclusivamente alle biciclette.
Il suo utilizzo è semplicissimo: una volta sul sito bikedistrict.org, è sufficiente inserire l’indirizzo di partenza (ma è possibile anche far geolocalizzare la “posizione corrente” dell’utente) e di destinazione e BikeDistrict fornirà istantaneamente indicazioni su come attraversare la città evitando al massimo il passaggio attraverso strade pericolose o scomode per il ciclista. Il sito, inoltre, evidenzia su mappa i tratti del percorso suggerito con diversi colori che vanno dal verde
(piste ciclabili, asfalto ben curato) al rosso (pavé, ciottolati, strade trafficate, etc.), per aiutare l’utente ad identificarne il livello di ciclabilità.
Inoltre sono evidenziate su mappa sia le ciclofficine – gli “angeli dei telai”- sia le stazioni di Bikesharing, di cui si può verificare in tempo reale la disponibilità di biciclette (BikeDistrict segnala sia il numero di biciclette complessivo sia quello delle bici attualmente disponibili nel bike-dock scelto).
Una volta online, abbiamo visto che BikeDistrict, è stato considerato sempre più come un’esigenza primaria da tutti i ciclisti, come ci dimostra l’enorme mole di segnalazioni e di mail che abbiamo ricevuto finora, cosa che, ovviamente, ci appaga moltissimo. Più segnalazioni ci pervengono, più migliora il servizio che offre l’applicazione, più il vantaggio da individuale diventa collettivo.

L’avete sviluppato tutto da soli?
Sì, BikeDistrict è stata sviluppato tutto da noi. È stato un puro caso, ma ci siamo trovati ad avere tutte le competenze – tecniche e non – che ci hanno permesso di sviluppare l’applicazione autonomamente: possiamo dire che BikeDistrict segua un po’ il filone del Do It Yourself, ma in chiave più nerd.
Questo ha anche significato che per un bel po’ di tempo ogni istante libero è stato dedicato all’applicazione, ma adesso ci fa piacere essere riconosciuti come “Quelli che… BikeDistrict”, cosa che ci ha anche permesso di conoscere tanta gente stupenda che in anni di vita milanese non avevamo ancora conosciuto.

Cosa c’è oggi dentro a BikeDistrict e quali saranno le novità a breve?

BikeDistrict è in continuo sviluppo e miglioramento. Quella attualmente online è la versione beta, in attesa dell’evento che lancerà la release ufficiale. Tra le nuove features, oltre ad una nuova veste grafica che trasforma definitivamente il sito in un cigno, e alla possibilità di scegliere tappe intermedie per customizzare al massimo il proprio tragitto, c’è l’introduzione di una nuova tipologia di percorso. Se prima era possibile scegliere tra pecorso “ciclabile” – dedicato ai ciclisti urbani medi – e “diretto” – per i più sportivi, amanti sia della bicicletta che del ciclismo – ora è anche possibile scegliere il percorso “sicuro” che evita, oltre alle strade dissestate e meno comode, anche quelle più trafficate. Questo tipo di tragitto è stato pensato sia per chi si è avvicinato da poco alla bicicletta, sia per le famiglie che sempre più spesso si spostano insieme in città: una delle paure principali di questi ciclisti è il rapporto con i mezzi motorizzati, così abbiamo cercato di rendere i loro spostamenti più simili ad una gita, facendo qualche metro in più, ma in tutta sicurezza e tranquillità.
Oltre a tutto questo è in arrivo la versione beta della versione mobile dell’applicazione: da oggi in poi i ciclisti milanesi potranno avere un “bici-navigatore” sempre a portata di mano.
Per quanto riguarda gli altri fronti, stiamo concludendo una “parternship” con LegAmbiente, diremmo obbligatoria data l’identità di vedute, e alcune collaborazioni tra cui una con il mitico sito MilanoX (speriamo ne abbiate già sentito parlare, perché merita davvero) (meheh) insieme al quale permetteremo a tutti gli utenti della rubrica “La Semana” di poter verificare immediatamente qual è il percorso migliore per pedalare fischiettando verso gli eventi più validi di Milano.
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bike district

Dal vostro punto di vista, tre cose, tre priorità per rendere Milano una città “un po’ più a misura di ciclista”…
Dobbiamo premettere che in Italia la mobilità ciclabile sta avendo la visibilità che merita solo da poco, a differenza di quanto accade in gran parte del resto d’Europa. Essendo completamente pianeggiante, Milano è una città che si presta moltissimo alle biciclette e finalmente se ne è accorta anche l’Amministrazione Comunale, che sta dedicando sempre più energie per invogliare i milanesi a spostarsi in bici.
Parliamo spesso di ciò che sia meglio per le biciclette a Milano con altri amici che supportano la causa della due-ruote: da Ciclobby, ai ragazzi delle ciclofficine, agli alfieri milanesi della campagna #salvaiciclisti, che da internet è riuscita a conquistarsi un ruolo importante anche nel mondo reale, portando a Roma cinquantamila persone per la prima “bicifestazione”. Le idee sono molte e qualcuna, a furia di farsi sentire, potrebbe diventare presto realtà.
Sicuramente l’intermodalità aiuterebbe molto in tal senso e poter trasportare la bicicletta in metropolitana in orari più estesi rispetto a quelli attuali sarebbe un provvedimento molto importante. C’è poi la proposta del limite dei 30 km/h per le auto (le quali, ad eccezione delle strade di scorrimento, raramente hanno la possibilità di andare più veloci), che tra gli altri vantaggi darebbe una maggior sicurezza a chi non utilizza veicoli motorizzati. Ma forse la cosa più importante consiste nel riuscire a stabilire un rapporto pacifico con gli altri utenti della strada: siamo convinti che, nel rispetto reciproco, scomparirebbero molti dei disagi che chiunque è costretto ad affrontare muovendosi a Milano.

da MilanoX. Intervista a BikeDistrict Milano. 17.09.2011

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Post condiviso da Manuel Gazzola di Corti Urbane