Ero un automobilista. La storia di Michelangelo

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Mi chiamo Michelangelo Alimenti, 40 anni a giugno, coniugato e padre di due figli;

funzionario dello Stato, mi occupo di controlli nell’agro alimentare, sono residente a Roma.

“Senzauto” dal primo gennaio 2005, giorno in cui sono tornato a vivere a Roma, sono convinto che in tale contesto non si debba utilizzare l’auto per gli spostamenti e su questa convinzione ho fatto la mia scelta radicale; prima per motivi di lavoro ero un automobilista da 60000 Km l’anno, tornando a vivere e lavorare in città, mi è apparsa subito evidente l’assurdità dello spostamento motorizzato privato in ambito cittadino. Appena sposato, in accordo con mia moglie abbiamo venduto una delle nostre auto, risparmiando immediatamente 1100 Euro annui tra bollo e assicurazione.

Sono un ciclista prevalentemente urbano, uso la bicicletta con assiduità quotidiana dal 2007, anno di nascita di mio figlio, prima mi spostavo a piedi e con i mezzi pubblici, poi per ragioni pratiche di organizzazione familiare e gestione dei tempi, ho fatto il salto al “veloci-pede”. Uso la bicicletta tutti i giorni, percorro quotidianamente 20 – 25 Km salvo altre necessità, la alterno con i mezzi pubblici quando piove copiosamente e non posso accompagnarci i figli a scuola, in questi casi, prima accompagno loro con l’autobus poi prendo una bici che è legata appositamente nei paraggi con la quale mi reco in ufficio per evitare di rimanere intrappolato nel traffico impazzito dei giorni di pioggia.

Mi chiedono spesso come faccio con due figli a rinunciare ad usare l’auto, la risposta più semplice è: “lo faccio”.

Utilizziamo l’auto privata, quasi sempre a pieno carico familiare, per gli occasionali spostamenti serali e per le vacanze, con percorrenze inferiori a complessivi 7000 km annui; lo scorso anno abbiamo speso 837 Euro di carburante, 210 di bollo, 718 di assicurazione, 315 di manutenzione extra e ordinaria.

Da solo utilizzo esclusivamente la bicicletta, salvo la possibilità di andare a piedi, il mezzo privato che preferisco.

Sono un ciclista, faccio parte di #salvaiciclisti, partecipo assiduamente alla critical mass da ottobre 2007 e appoggio ogni iniziativa di nuova mobilità mi si presenti, dai comitati dei pendolari, all’associazione dei pedoni ai No-TAV. Non sopporto l’aggressività del traffico, la mortalità e l’incidentalità legate all’auto e i suoi costi sociali, non tollero la mancanza di visione strategica e di lungo periodo che si accompagna alla politica del trasporto del mio Paese, detesto il consumo di territorio agricolo a vantaggio dell’auto, dall’allontanarsi delle periferie all’assenza di servizi pubblici. Ritengo moralmente inaccettabile e socialmente insostenibile lo spreco energetico e di risorse, la nostra società drogata dal petrolio a basso prezzo va disintossicata e questo va fatto attraverso le scelte individuali e collettive.

Posseggo diverse biciclette, 7 delle quali hanno valore affettivo, le altre entrano ed escono dal parco bici in relazione alle disponibilità ed alle necessità delle persone che conosco, mi piace recuperare all’uso quelle abbandonate e dargli nuova vita, regalandole a persone che me le chiedono.

Non ho particolari consigli da dare ad un automobilista se non quello di riflettere su cosa sta facendo, se ritiene abbia senso sprecare così tanta energia per spostarsi ad una velocità pari a quella alla quale si spostava l’uomo a cavallo del 1800, quasi sempre inferiore alla mia in bicicletta.

A parità di stipendio, ho circa 2000 Euro annui in più rispetto ai miei colleghi che si spostano in auto e posso spenderli per le vacanze, il buon vino, le passioni in generale; mi sembra un buon risultato.

di Michelangelo Alimenti

da Senz’auto. 11 marzo 2013. Michelangelo, padre di due figli

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Post condiviso da Manuel Gazzola di Corti Urbane