Paul Krugman e il trasporto pubblico

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E poi arriva il giorno in cui un grande economista, vincitore del Premio Nobel come Paul Krugman, dalle colonne del New York Times, chiede scusa ai propri lettori per non aver mai apertamente parlato dei costi esterni associati all’uso dell’automobile negli ultimi tempi.

È successo la settimana scorsa e all’interno del proprio editoriale, Krugman non ha mancato di citare uno studio estremamente interessante che rimandava al periodo della riforma ferroviaria in Germania avvenuto a metà degli anni ’90.

Secondo questo studio, sembra infatti che potenziando del 10% i trasporti ferroviari, si ottengono una serie di effetti positivi quali:

  • riduzione dell’uso dell’automobile del 2,7%
  • riduzione degli incidenti stradali del 4,8%
  • riduzione delle concentrazioni di monossido d’azoto del 3,8% e del biossido d’azoto dell’1,7%
  • riduzione della mortalità infantile del 4,6%

Sono dati importanti, da tenere a portata di mano e da sbattere in faccia a chiunque dica che il trasporto pubblico riceve troppe sovvenzioni. Sono dati che dimostrano la necessità di cambiare il nostro modello di mobilità.

(…)

da Senz’auto. 25 marzo 2013.  Più ferrovie, benefici per tutti.

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Post condiviso da Manuel Gazzola di Corti Urbane