Viale Vittoria e Piazza Castagnedi a Soave

13-05-08 Castagnedi zoom C86 picc

A Soave avevamo realizzato un piano del traffico nell’area del centro storico, coinvolgendo nell’area di studio anche gli assi di accesso che radialmente escono ed entrano nello stesso.

Il principale di questi è un asse che scende verso sud per 5 km, fino ad allacciarsi alla S.R. 11, che a sua volta porta ai centri urbani principali limitrofi e al casello autostradale.

Via della Vittoria attraversa quindi la parte principale del paese costruita nel XX secolo, contenendo prospicienze di residenze, negozi, ma anche numerosi servizi, incluse 2 scuole. Ed è un asse molto largo, perfettamente rettilineo, attraversato a velocità elevatissime fino ad approdare improvvisamente alle mura della città storica, in corrispondenza di Piazza Castagnedi.

Dopo il piano ci fu chiesto dall’Amministrazione di progettare fino al livello esecutivo tutto l’asse di viale Vittoria. Il budget a disposizione tuttavia consentiva solo la trasformazione di una serie di nodi, da trattarsi come una serie di porte progressive di avvicinamento al cuore della cittadina.

Ambito B1

Viale Vittoria veniva così frazionata in 4 aste, che a loro volta sarebbero state trattate secondo una sezione stradale differente, per ora solo utilizzando la segnaletica orizzontale.

I nodi progettati corrispondevano ovviamente a luoghi che dovevano essere protetti in modo particolare, e che corrispondevano ad ambiti attorno ai quali veniva ricucito l’abitato.

Non mi dilungo oltre, è difficile raccontare un progetto a parole.

Ambiti D - E 1

Voglio però accennare al caso di Piazza Castagnedi, che era già stata progettata da un altro professionista, approvata dalla Giunta e finanziata dalla Regione.

Si sarebbe rovinato completamente un luogo stupendo, e cruciale per il paese: uno spazio scoperto molto ampio, prospiciente da una parte la porta sud delle mura cittadine, e dall’altra una galleria di esercizi commerciali e ristorativi, attraversando tra l’altro su un ponte il fiume Tramigna.

Un luogo veramente complesso. Risolto, prima di noi, con una semplice rotatoria, che invadendo interamente il ponte, spezzava in tronco la cittadina storica dall’addizione novecentesca.

Tra l’altro una rotatoria a pianta ovale, una cosa pericolosissima perchè porta i veicoli dentro a velocità diverse.

Ci fu chiesto di riprogettare l’ambito, e a distanza di molti anni riconosco in quel progetto una delle cose più preziose che abbiamo prodotto. Grazie ad un’idea della nostra partner Paola Spivach, di cui ho scritto in questo articolo, reinterpretata originalmente da noi fino alla cura di ogni dettaglio.

13-05-08  castagnedi C86 a ritagl

Abbiamo impostato un sistema composto da una rotatoria e una minirotatoria con isola centrale sormontabile, nella porzione dell’area di intervento più prossima alle mura cittadine.

In questa metà settentrionale la minirotatoria è stata “annegata” all’interno dell’ambito ciclo-pedonale, incastonando un poligono regolare all’interno di una pavimentazione continua.  Lo so, così non si capisce nulla.  Per questo allego un’immagine.

Abbiamo restituito spazi importanti di plateatico ai bar, ed abbiamo disegnato un elemento ricorrente che lega le varie parti del progetto disegnando una serie di sedute in pietra.

Certamente una delle volte in cui ci siamo divertiti di più a progettare.

Manuel Gazzola