Indagine Italia Oggi qualità della vita nelle città

 

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Andate a vivere a Bologna per affari e lavoro, a Pordenone per la sicurezza, in Toscana se la vostra stella polare sono la salute e il tempo libero. Nel complesso, a Trento e Bolzano si vive meglio che in ogni altra città italiana, con Pordenone a completare il podio. Trento in particolare si conferma un cavallo vincente: domina la classifica da ormai sei anni, a testimonianza di una continuità di risultato nonostante gli scossoni della crisi economica. All’altro vertice della classifica si confermano i soliti noti: Carbonia-Iglesias, Medio Campidano ed Enna sono le città che hanno meno da offrire ai loro abitanti.

Sono i risultati dell’indagine condotta da Italia Oggi sulla qualità della vita nelle province italiane, che si basa su nove parametri di valutazione (affari e lavoro, ambiente, criminalità, disagio sociale e personale, popolazione, servizi finanziari e scolastici, sistema salute, tempo libro e tenore di vita), poi ripartiti in 21 sottodimensioni e 84 indicatori di base. A coordinare la ricerca c’è Alessandro Polli del dipartimento di scienze sociali ed economiche dell’Università La Sapienza di Roma.

LA CLASSIFICA COMPLETA

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Complessivamente, in 53 province su 110 la qualità della vita è definita ‘buona o accettabile’. Si tratta di un dato in peggioramento rispetto alle 55 del 2014: significa che in più della metà dei centri italiani i cittadini vivono male. Anche se si guarda alla popolazione, il 56,6% degli italiani dichiara di vivere in province con qualità della vita scarsa o insufficiente: si tratta di 34,4 milioni di persone. Oltre un italiano su quattro (il 27%) trascorre la sua vita in una città che l’indagine relega nel gruppo dei peggiori, cioè dove il voto alla qualità della vita è insufficiente.

 

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Resta la profonda frattura tra il Nord e il Sud del Paese, ma uno dei tratti che emerge con maggior vigore è che nella provincia ‘piccola’ si sta meglio. Tutte le grandi aree urbane, invece, perdono colpi soprattutto a causa del peggioramento del tenore di vita. Torino cede così 11 posizioni e si porta dal 65esimo al 76esimo posto in classifica generale, Milano arretra di 13 posizioni e annulla i miglioramenti conseguiti gradualmente negli ultimi 5 anni, passando dal 36esimo al 49esimo posto in graduatoria. A sua volta Roma cede 12 posizioni dal 2014 portandosi al 69esimo posto, mentre Napoli è stabile su posizioni di coda alla casella numero 103, come lo scorso anno.

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Secondo le indicazioni raccolte dal quotidiano, il semestre di Expo ha lasciato la sua eredità positiva a Milano, per la categoria dei professionisti. Il capoluogo meneghino, che come ha mostrato un’indagine dell’Osservatorio Jobpricing e di Repubblica.it offre gli stipendi migliori, è risalita dalla decima alla settima posizione nella classifica ‘Affari e lavoro’. Sempre in Lombardia, uno degli exploit maggiori è stato realizzato da Monza e Brianza, che si issa in quinta posizione dal ventunesimo posto della scorsa stagione.

Ecco dunque quali sono le prime tre province classificate nelle singole categorie:

  • Affari e lavoro: Bologna, Bolzano, Trento.
  • Ambiente: Trento, Mantova, Belluno.
  • Criminalità: Pordenone, Treviso, Belluno.
  • Disagio Sociale: Vibo Valentia, Verbano-Cusio-Ossola, Cuneo.
  • Popolazione: Bolzano, Barletta-Andria-Trani,Caserta.
  • Servizi finanziari: Trento, Siena, Parma.
  • Sistema Salute: Pisa, Isernia, Siena.
  • Tempo libero: Siena, Rimini, Aosta.
  • Tenore di vita: Novara, Mantova, Biella.

da Repubblica.it Qualità della vita: Trento prima in classifica, piccolo è bello.

Pagella insufficiente in più della metà dei casi 27.12.2015

 

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Post condiviso da Manuel Gazzola di Corti Urbane